Cos’è il contemporaneo. Dante e il paradiso (Canto II) – di Andrea Ponso

Carteggi Letterari - critica e dintorni

Canto II

Un “legno che cantando varca”: si apre in questa materialità vibrante e pericolosa, e gioiosa insieme, il secondo Canto. Questo “legno” è metaforicamente la “barca” su cui si viene trasportati dalla corrente del desiderio; ma mi colpisce che sia il “legno”, materia grezza e naturale insieme, capace di resistenza e infiltrazioni, di galleggiamento in superficie e di sensibilità tattile all’umido e al secco. E non è forse, forzando come non si può non fare, anche Il Legno, quello della Croce che, tramite il suo sacrificio, apre alla vita risorta e nuova in Cristo? Quel legno che uccide Dio ma, contemporaneamente, apre le sue membra in un abbraccio inclusivo; quel legno che, come mero segno, viene superato dal significante del corpo di Cristo che vi è inchiodato sopra, come a dire che il corpo viene prima del segno, che il significante viene prima del significato. Del resto,

dove finisce…

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