Le dieci cose che gli editori non vogliono che i loro autori sappiano e che peraltro gli autori, se le vengono a sapere, non ci credono

Bottega di narrazione - Corsi e laboratori di scrittura creativa

1. Non ha senso sostenere che lo scopo delle case editrici, in quanto imprese, è il profitto. Ha senso invece dire che una casa editrice, se va in perdita, inevitabilmente chiude (o se la compera qualcun altro); se ne genera punto o poco, è una zavorra per chi la possiede. Queste due affermazioni sono vere indipendentemente dalla definizione di “scopo delle case editrici”.

2. Il maggior costo, nella produzione di un libro, è nella maggior parte dei casi costituito da magazzino e movimentazione (spazi di stoccaggio, spedizioni, ritiri, gestione delle rese eccetera).

3. Un editore che pubblica un libro senza avere un progetto minimamente fondato su come fare a venderlo, è un babbeo.

4. Non è vero che “si pubblica robaccia che vende tanto per poter pubblicare anche roba bella che vende poco”: la robaccia, quando arriva, si prende tutti gli spazi (è la versione editoriale della legge di Gresham

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Le parole

Annodammo la nostra infanzia ai capelli delle nuvole
e non fu la pioggia, fummo la pioggia;

la mano dell’uomo ci sradicò dall’aria
e lungo i canyon della nostra pelle
attecchì il pensiero;

le nuvole furono scrittura,
la nostra voce un nodo sciolto,
noi da una parte, da un’altra parte il cielo.

Pierluigi Cappello (Gemona del Friuli, 1967), da Stato di quiete (Rizzoli, 2016)

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Pierluigi Cappello (1967-2017) Poesie scelte con un Commento impolitico di Giorgio Linguaglossa

L'Ombra delle Parole Rivista Letteraria Internazionale

Gif Autunno strada

Una poesia «onesta» di sabiana memoria

Commento impolitico di Giorgio Linguaglossa

È morto ieri a cinquanta anni il poeta Pierluigi Cappello, dall’età di sedici anni costretto in una sedia a rotelle per via di un incidente che gli aveva privato l’uso delle gambe, da «più di dieci anni trascorsi in una baracca del terremoto a Tricesimo, Udine, un prefabbricato donato dall’Austria al Friuli dopo l’ecatombe del 1976. Tra scatoloni, fotografie, matite, sigarette e bottiglie veniva ogni tanto un topo a farsi una passeggiata, oppure uno scroscio di pioggia dal tetto che non teneva più», scrive Maurizio Crosetta. Usava dire: «sarei diventato poeta anche senza l’incidente, anzi di più, anche meglio». «Una vita grama – scrive Crosetta -, nessuno può campare di poesia, neppure un Premio Viareggio come Pierluigi: 700 euro al mese di pensione d’invalidità, i gettoni di qualche serata di letture, un po’ di lezioni ma poche perché…

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La Poesia È Cultura. Richiede Coraggio E Programmazione.

Jan Wagner il premio letterario più prestigioso in Germania: dopo Nora Gomringer (Ingeborg-Bachmann Preis 2015), Marcel Beyer (Büchner Preis 2016) e Marion Poschmann (finale al Leipziger Preis der Buchmesse 2016), nuova tendenza per la poesia.

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Jan Wagner sulla copertina di Text+Kritik Magazine.

Se riportata al centro dei discorsi letterari e della critica, i lettori e le vendite della poesia aumentano. Programmi, cultura, educazione. Nell’editoria del futuro occorre coraggio, pianificazione, non occhio esclusivo a denaro e indici di vendita, ma anche a promozione, marketing e istruzione, sinergia con le scuole. Il genere non è gradito alle case editrici anche in altri paesi europei, compresa la Germania. Il mercato richiede questo, si dice. Eppure un poeta, Jan Wagner, quest’anno vince nella selezione del premio in lingua tedesca più importante, il Georg Büchner Preis. Questa la notizia comunicata ufficialmente dalla Akademie für Sprache und Dichtung di Darmstadt, in Hessen, istituto che decide l’assegnazione della borsa annuale di 50.000 € e il più prestigioso del paese. Il poeta lo riceverà il 28 ottobre. Come se il Premio Strega in Italia fosse attribuito ad un libro di poesia. Se il premio dovesse essere assegnato sulla base delle vendite, dei mercati, degli accordi tra case edtirici e grande distribuzione, non potrebbe mai accadere ad un poeta.

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#JanWagner #UnPonteSullEuropa #GSF #DeSerri

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Premio Letterario Internazionale Città di Sassari 2017 – FINALISTI – #PLICS

#DarioDeSerri  #ComeLeNuvoleSopraBerlino  #PuntoACapoEditrice

Finalisti Premio Letterario Internazionale Città di Sassari 2017

Copertina2014

Tutte le opere finaliste di ciascuna sezione sono ancora in gara per lo speciale Premio Giuria Scuole, a prescindere dal giudizio dato dalla giuria tecnica.Quest’anno oltre 1000 studenti saranno coinvolti da metà settembre per decretare i vincitori di ciascuna sezione.

Sez. A  Edito poesia
Il sogno necessario – Antonino Caponnetto (Mantova)
Come le nuvole sopra Berlino – Dario Deserri (Ferrara)
Confidenze – Carlo Giacobbi (Rieti)
Chiodo senza cappello – Antonella Iaschi (Tricesimo – Ud)
Notturni – Vincenzo Mastropirro (Bitonto)
Chiaro di terra – Antonio Pibiri (Alghero)
Plethora – Antonella Rizzo (Campoleone – Lt)
L’epoca d’oro del cineromanzo – Valentino Ronchi (Melzo – Mi)
Per muta voce sola – Cesira Ida Toscano (San Giorgio Albanese – Cs)
Il beneficio delle brume – Roberto Valentini (Bernate Ticino – Mi)

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Poeti della domenica #30: Umberto Saba, L’addio

Poetarum Silva

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L’addio

Senz’addii m’hai lasciato e senza pianti;
devo di ciò accorarmi?
Tu non piangevi perché avevi tanti,
tanti baci da darmi.

Durano sì certe amorose intese
quanto una vita e piú.
Io so un amore che ha durato un mese,
e vero amore fu.

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da: Umberto Saba, Antologia del «Canzoniere», Torino, Einaudi, 1963

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#LangeNachtDerMuseen – 20 Jahre Jübiläum in Berlin.

#LangeNachtDerMuseen #Berlin

Mehr als 30.000 Besucher*innen bei der Jubiläumsausgabe der Langen Nacht der Museen

Berlin, 20. August 2017. Die Lange Nacht der Museen, die gestern ihr 20-jähriges Jubiläum feierte, war bei bestem Sommerwetter ein voller Erfolg: Nach der Eröffnung im Lustgarten und dem Anschnitt der Geburtstagstorte durch Kultursenator Dr. Klaus Lederer und Kulturprojekte Berlin-Geschäftsführer Moritz van Dülmen strömten gestern bis zwei Uhr morgens über 30.000 Besucher*innen in die rund 80 teilnehmenden Museen.

1473682018086_NDM_03_genVoller Erfolg: Kieztouren und Mode und Design am Kulturforum
Die erstmals angebotenen Touren im Oldtimerbus durch vier Berliner Kieze waren besonders beliebt. Alle Fahrten in originalen, liebevoll bis ins kleinste Detail restaurierten Doppeldecker-Bussen des Typs Büssing DE waren komplett ausgebucht.
Das passend zum Jubiläumsjahr gewählte Motto „Made in Berlin“ wurde sehr positiv angenommen. Allein zum Kulturforum mit Gemäldegalerie, Kupferstichkabinett und Kunstgewerbemuseum kamen rund 8.900 Besucher*innen, darunter auffallend viele junge Gäste, die vor allem in das Kunstgewerbemuseum (3.100) strömten. Dort präsentierten junge Designer*innen und Kreative aus Berlin ihre Arbeiten an der Schnittstelle von Technologie und Kunst.

Die Publikumsmagneten
Als Publikumsrenner erwiesen sich unter anderem das Spionagemuseum (12.400) mit dem neu eingerichteten Laserparcours, das Museum für Naturkunde (8.000), das Neue Museum (8.000), das Alte Museum (7.400), das Deutsche Historische Museum (6.600), das Deutsche Technikmuseum (6.000), das Museum für Kommunikation (5.200) mit der „Langen Nacht der Halbstarken“ oder das Berliner Medizinhistorische Museum der Charité (5.000).

Moritz van Dülmen, Geschäftsführer Kulturprojekte Berlin: „Wir freuen uns über den Publikumsandrang und sind wieder einmal begeistert von der Treue der Berlinerinnen und Berliner zu ‚ihrer’ Langen Nacht. Der nun zwanzigjährige Erfolg dieser Berliner Erfindung wäre nicht möglich ohne das große Engagement der teilnehmenden Museen, die ihren Gästen jedes Mal etwas Besonderes bieten. Gerade auch die vielen kleinen Museen, die die Vielfältigkeit der Berliner Museumslandschaft prägen, haben gemeinsam mit den großen Häusern die Museumsnacht zu einem besonderen Erlebnis gemacht. Vielen Dank für diesen Einsatz!“

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