Non è il sesso, è il potere (anche se spesso è la stessa cosa)

femministerie

andrew-hunt-frank-underwooddi Giorgia Serughetti

“A great man once said, everything is about sex. Except sex. Sex is about power”. È Frank Underwood, il celebre personaggio di House of Cards interpretato da Kevin Spacey, attore premio Oscar che proprio in questi giorni è al centro di uno scandalo per molestie sessuali, a indicarci – ironia della sorte – la via d’uscita dal groviglio di errori e banalità che sta segnando la fase due del caso Weinstein e dintorni.

Nella fase due, dopo lo scatenarsi di un acceso scontro di opinioni pro e contro le vittime del produttore hollywoodiano, dopo l’esplosione di denunce virtuali accompagnate dagli hashtag #meetoo e #quellavoltache, dopo timidi tentativi maschili di fare i conti con l’inveterata abitudine a prendere senza chiedere il permesso (hashtag #Ihave), dopo che l’onda partita dal mondo dello spettacolo è andata a lambire la politica dell’Unione Europea (le denunce delle eurodeputate) e…

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Cosimo I de’ Medici – Concorso Letterario Internazionale. “Come le Nuvole sopra Berlino” vince il primo premio.

#ComeLeNuvoleSopraBerlino #UnitedArtists #DarioDeSerri

Concorso Cosimo I°: motivazioni per i primi premi sezione Poesia:

EDITA
Primo classificato: Come le nuvole sopra Berlino di Dario De Serri

Un prosimetro che denota la maturità dell’artefice e le assodate capacità compositive sia prosastiche che poetiche. Un’opera ben congegnata non solo nelle sue parti ma anche nella sua macrostruttura, con un andamento narrativo che non dimentica il profondo intento lirico. I richiami letterari non risultano banali né di semplice stampo erudito, anzi l’autore riesce a ricontestualizzarli in uno sfondo contemporaneo, in una Berlino sempre magicamente contraddittoria e inafferrabile, tra iper-realismo e onirismo. L’intimità della coppia, la lotta d’amore, le loro personalità, ma anche il mondo fuori che preme, che scalpita, concatenati ma allo stesso tempo aperti a maglia larga. Un’opera capace di toccare molteplici forme d’arte, sulla scia del montaggio cinematografico d’avanguardia, costellato di correlativi oggettivi e particolari concreti.

LINK: Cosimo I De Medici 28.10.2017 Teatro Magnolfi Prato.

Finale:

Il Racconto “Marco” di Dario DeSerri nella categoria Racconto Inedito.

L’acquerello “La Berlino di Albertine” di Gianni DeSerri nella categoria “Illustrazione”.

Acquerello

 

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Autunno – Rainer Maria Rilke

Tempo e Spazio. Il blog di Gilberto Gobbi

Autunno

Le foglie cadono da lontano, quasi

giardini remoti sfiorissero nei cieli;

con un gesto che nega cadono le foglie.

Ed ogni notte pesante la terra

cade dagli astri nella solitudine.

Tutti cadiamo. Cade questa mano,

e ogni altra mano che tu vedi.

Ma tutte queste cose che cadono, Qualcuno

con dolcezza infinita le tiene nella mano. [Rilke]

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Lettera femminista ad Asia Argento

manginobrioches

asia-harvey

Cara Asia Argento,

comincio col dirti che tu non mi eri mai stata particolarmente simpatica. Mi eri sempre sembrata poco più di una starlette, aiutata da un cognome famoso, e disinibita ma soprattutto a favore di telecamera. Sai, la mia generazione – che pure è quella che più ha lottato contro moralismi e inibizioni e divieti – ha sviluppato tutto un suo moralismo e inibizione verso quelle più giovani e disinibite, ma con un sospetto di tornaconto e/o narcisismo che a noi, madri fondatrici della disinibizione, suona inaccettabile. Ti chiedo scusa di questo, ma te lo dico perché forse può aiutare un poco a comprendere questa vicenda, che nasce orribile in America tanti anni fa, ma assume qui, oggi, in Italia, tutta una sua sfumatura marroncina a cui concorrono firme famose, amazzoni del web e testate giornalistiche (sia pure di quelle avvezze alle patate bollenti, più che…

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Le dieci cose che gli editori non vogliono che i loro autori sappiano e che peraltro gli autori, se le vengono a sapere, non ci credono

Bottega di narrazione - Corsi e laboratori di scrittura creativa

1. Non ha senso sostenere che lo scopo delle case editrici, in quanto imprese, è il profitto. Ha senso invece dire che una casa editrice, se va in perdita, inevitabilmente chiude (o se la compera qualcun altro); se ne genera punto o poco, è una zavorra per chi la possiede. Queste due affermazioni sono vere indipendentemente dalla definizione di “scopo delle case editrici”.

2. Il maggior costo, nella produzione di un libro, è nella maggior parte dei casi costituito da magazzino e movimentazione (spazi di stoccaggio, spedizioni, ritiri, gestione delle rese eccetera).

3. Un editore che pubblica un libro senza avere un progetto minimamente fondato su come fare a venderlo, è un babbeo.

4. Non è vero che “si pubblica robaccia che vende tanto per poter pubblicare anche roba bella che vende poco”: la robaccia, quando arriva, si prende tutti gli spazi (è la versione editoriale della legge di Gresham

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Le parole

Annodammo la nostra infanzia ai capelli delle nuvole
e non fu la pioggia, fummo la pioggia;

la mano dell’uomo ci sradicò dall’aria
e lungo i canyon della nostra pelle
attecchì il pensiero;

le nuvole furono scrittura,
la nostra voce un nodo sciolto,
noi da una parte, da un’altra parte il cielo.

Pierluigi Cappello (Gemona del Friuli, 1967), da Stato di quiete (Rizzoli, 2016)

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Pierluigi Cappello (1967-2017) Poesie scelte con un Commento impolitico di Giorgio Linguaglossa

L'Ombra delle Parole Rivista Letteraria Internazionale

Gif Autunno strada

Una poesia «onesta» di sabiana memoria

Commento impolitico di Giorgio Linguaglossa

È morto ieri a cinquanta anni il poeta Pierluigi Cappello, dall’età di sedici anni costretto in una sedia a rotelle per via di un incidente che gli aveva privato l’uso delle gambe, da «più di dieci anni trascorsi in una baracca del terremoto a Tricesimo, Udine, un prefabbricato donato dall’Austria al Friuli dopo l’ecatombe del 1976. Tra scatoloni, fotografie, matite, sigarette e bottiglie veniva ogni tanto un topo a farsi una passeggiata, oppure uno scroscio di pioggia dal tetto che non teneva più», scrive Maurizio Crosetta. Usava dire: «sarei diventato poeta anche senza l’incidente, anzi di più, anche meglio». «Una vita grama – scrive Crosetta -, nessuno può campare di poesia, neppure un Premio Viareggio come Pierluigi: 700 euro al mese di pensione d’invalidità, i gettoni di qualche serata di letture, un po’ di lezioni ma poche perché…

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